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castello3.jpg (26246 byte)Pandino si trova ubicato nel territorio cremasco, in una zona prevalentemente agricola una volta definita Gera d'Adda Milanese.  Infatti il paese dista solo pochi km dal fiume Adda ed 'è bagnato da numerosi corsi d'acqua tra cui alcuni fontanili. Pandino nasce nel territorio che anticamente era occupato dal leggendario Lago Gerundo, una distesa acquitrinosa e paludosa da cui emersero isolotti di terra che aggregandosi diedero luogo alla Gera d'Adda. Le testimonianze circa l'origine di Pandino sono veramente esigue; si hanno memorie più consistenti a partire dal XII° sec.  Il suo nome compare infatti per la prima volta nel 1186 in un atto di donazione del Barbarossa ai milanesi di alcuni castelli situati tra l'Adda e l'Oglio. Pandino entra nella storia nel XIV° sec. quando i Signori di Milano, Bernabò Visconti e Regina della Scala fecero costruire il castello. Da questo momento la storia di Pandino non può essere disgiunta da quella del suo palazzo.  Nei secoli seguenti il feudo pandinese venne affidato a famiglie diverse; nel 1870 Pandino divenne comune con un decreto del re Vittorio Emanuele II°. 
Nella planimetria del nucleo centrale del paese è ancora visibile l'assetto originario del borgo chefino al sec. scorso era racchiuso da una cinta muraria (ne restano varie tracce).  Delle abitazioni originarie non è rimasto quasi nulla tranne un particolare che si trova in via Castello al n° 12: una finestra del '300 a sesto acuto con cornice in terracotta decorata. 
Pandino è anche nota perché da esso trassero nome e origini artisti del XV e XVI sec. 
Protagonisti nell'arte del '400 furono Stefano e Antonio da Pandino: il primo ebbe incarichi nella fabbrica del Duomo di Milano, il secondo realizzò la vetrata di S. Michele nella Certosa di Pavia.  Giovanni da Pandino, frate minatore, lasciò sue testimonianze artistiche in alcune corali della Chiesa Incoronata di Lodi.