Il comune di Pandino comprende due località inglobate nel 1868.  Sulla strada che conduce a Spino d'Adda s'incontra la frazione di Nosadello, di cui si ha notizia già in tempi medioevali, quando c'era una Chiesa nominata in un documento del 1261. L’unico edificio che merita una visita è la Parrocchiale dedicata a S. Pantaleone; di costruzione recente (1923), è sorta in sostituzione di un tempio più antico.  Con forme che rievocano nello stesso tempo strutture romaniche, gotiche e rinascimentali è caratterizzata dall'impianto a croce, animato da arconi a sesto acuto e da trifore a pieno centro.

Arrivando a Gradella la prima impressione è quella di un borgo in cui il tempo si sia fermato.  Essa si presenta con case rurali dipinte in giallo con profili rossi, inframmezzate da spazi tenuti a prato. 
L'edificio di maggior importanza è Villa Maggi, che attraverso gli alberi del parco mostra una facciata divisa in quadrettature e aperta da un porticato inferiore, rivela un aspetto ottocentesco, anche se può essere stata costruita in tempi precedenti. Gradella apparteneva a famiglie di feudatari, era inserita nei possedimenti della famiglia Landriani, dai quali passò nel 1632 a Francesco Capra, per essere data nel 1692 al conte Girolamo Maggi. 
Il paese ha origini più antiche, essendo nominato in un documento del 1155 in cui si ricorda l'esistenza di un castello, ed un altro del 1186, con il quale Federico Barbarossa concede ai milanesi alcuni edifici situati tra l'Adda e l'Oglio. 
A questo periodo risale la notizia della presenza di alcune chiese, che non hanno lasciato traccíal tranne che nella duplice dedicazione della Parrocchiale alla S.S. Trinità ed a S. Bassiano, la chiesa fu costruita nel 1895.