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Ritornare a Cristo, fonte di ogni speranza
Dalla Quaresima a Pasqua
Il cammino quaresimale sta per concludersi. Si avvicina il triduo
pasquale. Con la celebrazione della Messa ‘in coena Domini’ daremo inizio
alla memoria della Pasqua di Cristo, della sua passione, morte e
risurrezione. Si fa presente nella Chiesa e per l’azione della Chiesa
nella scansione del triduo pasquale ciò che si fa presente ogni volta che
celebriamo l’eucaristia.
A questa memoria della Pasqua di Cristo giungiamo dopo aver percorso le
tappe del cammino quaresimale, tempo favorevole per la nostra conversione,
per la riscoperta cioè del nostro battesimo. Ritrovando la consapevolezza
che la vita cristiana è vita al seguito di Gesù, abbiamo compreso che,
fidandoci della Parola di Dio come lui, possiamo vincere le tentazioni che
hanno segnato il suo cammino e segnano il nostro (I domenica - Le
tentazioni); che alla felicità e alla pienezza della vita si giunge
attraverso la fedeltà a Dio anche nella prova della sofferenza (II
domenica - La Trasfigurazione); che la pazienza di Dio rende possibile la
conversione, atteggiamento fondamentale e permanente del cristiano e della
Chiesa (III domenica - la parabola del fico); che la conversione è frutto
del perdono accordato gratuitamente da Dio a chi desidera ritornare a lui
(IV domenica - la parabola del padre buono); che Gesù rivela il volto
misericordioso di Dio perdonando l’adultera e abilitandola ad una novità
di vita che comporta prima di tutto l’abbandono del peccato (V domenica -
Gesù e l’adultera).
Se abbiamo accolto le provocazioni della Parola di Dio di queste
domeniche, se abbiamo dato più tempo a Dio nella preghiera, se abbiamo
ritrovato un po’ più di austerità di vita destinando il frutto delle
nostre rinunce ai fratelli più bisognosi, possiamo far memoria con più
sincerità e convinzione della Pasqua di Cristo. Abbiamo comunque la
possibilità di recuperare gli atteggiamenti necessari per ‘far pasqua’ e
di accogliere il perdono di Dio con il sacramento della penitenza che
invito tutti a celebrare con serietà e sincerità.
Gesù Cristo è la nostra speranza
La celebrazione della Pasqua ci mette tutti di fronte a Cristo che,
risorgendo da morte, diventa la nostra speranza.
«L’uomo non può vivere senza speranza: la sua vita sarebbe votata
all’insignificanza e diventerebbe insopportabile» (Sinodo dei Vescovi -
Seconda Assemblea Speciale per l’Europa, Messaggio finale, 1999). Spesso
gli uomini bisognosi di sperare, pensano di trovar pace in realtà caduche
e fragili. E così ci si illude di dare risposta alla speranza che abita il
cuore dell’uomo e che è spalancata su un orizzonte infinito con le
conquiste della scienza e della tecnica, con la fallace felicità di natura
edonistica procurata dal consumismo o quella immaginaria e artificiale
prodotta dalle sostanze stupefacenti, con il fascino delle filosofie
orientali … . Tutto questo però si rivela illusorio e incapace di
soddisfare quella sete di felicità che il cuore dell’uomo continua ad
avvertire dentro di sé.
È Cristo la nostra speranza. La celebrazione della Pasqua generi in
ciascuno di noi «una gioiosa confessione di speranza: tu, o Signore,
risorto e vivo, sei la speranza sempre nuova della Chiesa e dell’umanità;
tu sei l’unica e vera speranza dell’uomo e della storia, tu sei “tra noi
la speranza della gloria” già in questa nostra vita e oltre la morte. In
te e con te, noi possiamo raggiungere la verità, la nostra esistenza ha un
senso, la comunione è possibile, la diversità può diventare ricchezza, la
potenza del Regno è all’opera nella storia e aiuta l’edificazione della
città dell’uomo, la carità da valore perenne agli sforzi dell’umanità. Il
dolore può diventare salvifico, la vita vincerà la morte, il creato
parteciperà alla gloria dei figli di Dio» (Sinodo dei Vescovi - Seconda
Assemblea Speciale per l’Europa, Messaggio finale, 1999).
Ogni uomo può ritrovare quella speranza che sola offre pienezza di senso
alla vita, perché ogni uomo può incontrare Cristo e accoglierlo. Gesù è
presente, vive e opera nella sua Chiesa. Nella Chiesa, in forza del dono
dello Spirito Santo, Gesù continua incessantemente la sua opera salvifica.
Una fede adulta che diventa testimonianza
Un’ultima considerazione che vuole essere l’augurio che rivolgo a tutti
voi. La confessione di speranza in Cristo, morto e risorto per noi, ci
faccia un po’ di più adulti nella fede e capaci di testimonianza
cristiana. Favorisca sempre di più il passaggio dalla ‘tradizione’ alla ‘convinzione’,
da una fede che rischia di essere prevalentemente il ‘conservare le
tradizioni’ ad una fede capace di confrontarsi criticamente con la cultura
attuale resistendo alle sue seduzioni e di testimoniare la carità di Dio a
tutti gli uomini. «L’annuncio del vangelo della speranza comporta, quindi,
che si abbia a promuovere il passaggio da una fede sostenuta da
consuetudine sociale, pur apprezzabile, a una fede più personale e adulta,
illuminata e convinta» (Giovanni Paolo II, Ecclesia in Europa, n. 50, 28
giugno 2003).
Buona Pasqua a tutti!
Don Cesare
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