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Grazie a te, donna!
Lo hanno ricevuto, questo grazie, dal Papa,
le donne che in oratorio si sono riunite per una cena insieme la sera
dell’8 marzo. La Lettera che Giovanni Paolo II ha indirizzato alle donne
di tutto il mondo nel 1995, abbellita per l’occasione da un rametto di
mimosa, è stata infatti donata ad ognuna di esse.
Dice il Papa: «Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con
la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la
comprensione del mondo e contribuisce alla piena verità dei rapporti
umani».
E ancora: «Sono convinto che il segreto per percorrere speditamente la
strada del pieno rispetto dell’identità femminile non passa solo per la
denuncia, pur necessaria, delle discriminazioni e delle ingiustizie, mas
anche e soprattutto per un fattivo quanto illuminato progetto di
promozione, che riguardi tutti gli ambiti della vita femminile, a partire
da una rinnovata e universale presa di coscienza della dignità della
donna».
Una Lettera. quella di Giovanni Paolo II, dai toni familiari, che parla
con tanto calore al cuore e alla mente di ogni donna e che impegna ogni
donna in un progetto umano, culturale, religioso, sociale e politico.
Molti gli stimoli che la lettera offre per la riflessione; è bello pensare
che essa faccia compagnia a ogni donna anche dopo il giorno della mimosa.
Anche perché, in oratorio, la sera dell’8 marzo il grazie del papa è
diventato subito festa. Nella sala bar gli aperitivi, nel salone del
teatro tre lunghe tavole imbandite, musica con zona discoteca, canzoni dal
vivo, scenette divertenti sul palco, barzellette, video girati in proprio.
Il tutto mentre nel retro bar uomini cuochi preparavano i cibi - ottimi e
abbondanti! - che poi giovani camerieri dall’aria distinta, vinto
l’iniziale impaccio, servivano a signore e signorine comodamente sedute.
Verso la fine della serata Gianna, a nome delle donne presenti, li
ringraziava tutti così: «Grazie, uomini, per averci fatto sentire
regine!».
E i ‘don’?
Sul viso di don Antonio la soddisfazione aveva la meglio sulla fatica dei
preparativi e dell’organizzazione (come in tutte le feste ci sarebbe stato
un ‘dopo’ altrettanto faticoso..). Don Cesare ha fatto appena capolino nel
salone della festa, ma è stato visto nel gruppo uomini-cuochi altrettanto
felice della buona riuscita della festa e… dei cibi preparati.
***
Divertirsi all’oratorio
Mi viene spontaneo scrivere due righe per
fare un complimento a don Antonio e a tutti i suoi collaboratori per la
splendida festa che ci hanno regalato l’8 marzo. Era tutto squisito.
L’aperitivo, il dolce, gli addobbi e l’intrattenimento con le sorprese che
via via ci hanno presentato.
Eravamo 120 donne, ci ha accolto don Antonio auspicando che la festa della
donna possa diventare anche in futuro un appuntamento per farci passare
una serta insieme divertendoci in oratorio. Tutto è stato ben preparato a
partire dall’aperitivo con i vari stuzzichini elegantemente disposti,
contornati da un giardino di mimose, e un menu stuzzicante che ci è stato
servito da tutto il gruppo, don Antonio compreso, che per l’occasione ha
saputo trasformarsi in perfetto cameriere. Mi sono commossa nel vedere
come ci hanno circondato di premure, con quale sollecitudine tutti si
muovevano intorno a noi: ci hanno servito a tavola, hanno cantato, ci
hanno fatto ascoltare musica, hanno rappresentato scenette, tutto in tema
con la circostanza e riguardante il mondo femminile. Ci siamo sentite
coccolate e so o riusciti a fare anche l’impossibile per farci sentire per
una sera ‘Regine’.
Bisogna riconoscere che questi benedetti uomini, dei quali spesso noi
donne ci lamentiamo accusandoli di insensibilità e pigrizia, hanno
dimostrato che quando si mettono d’impegno, sono capaci di essere
straordinari e di stupirci.
Alla fine della cena, don Antonio ha distribuito a ciascuna di noi un
opuscolo con la Lettera di Giovanni Paolo II alle donne, ben confezionato
e guarnito con un rametto di mimosa.
Penso di poter dire, anche a nome di tutte quelle che hanno partecipato a
questa festa della donna, che siamo state bene e ci siamo divertite,
compresa Giulia 8detta ‘furmiga’), che ha contribuito alla festa dando
sfogo a tutta la sua carica effervescente.
A tutti i volontari che hanno lavorato e collaborato: grazie! A proposito
… possiamo prenotarci per l’anno prossimo?
Gianna P. |