L'AMPIO ORIZZONTE DELL'A.V.I.S. DI PANDINO

Con la celebrazzione del Ventesimo di fondazione(23 Maggio 1999) l'A.V.I.S. dimostra di aver inciso prfondamente sulls vita di Pandino.
Che cos'è accaduto? Una ventina d'anno fa alcuni " coraggiosi 2 si sono impegnati per dar vita a Pandino a un gruppo di donatori di sangue che è poi diventato A.V.I.S. comunale. Nel 1979 io ero da un anno presidente provinciale e all'osseratorio di Cremona non sfuggivano il gran trambusto di questi fondatori,le loro corse, li accordi, i programmi e l'innaugurazione della prima sede.
Sono particolari che non mi possono cadere dalla memoria anche per motivi personali.
La sede fu, infatti , allora benedetta dal parroco don Luigi Pollastri,che fino al 1953 era rimasto vicario a Soresina e curava il settore giovani.
Ricordi personali,ma anche per me avvio di nuove amicizie.
Silva, i suoi collaboratori diretti, un gruppo di giovani, il direttore sanitario si erano tutti messi a dar vita alla nuova sezione, che, se la memoria non m'innganna, era la quarantaduesima della serie cronologica delle A.V.I.S. comunali sorte nella nostra provincia.
Rammento,poi, che alcuni anni dopo vi siete assunti l'onere di allestire un " Seminario di studi dr Danzio Cesura ",rimasto famoso per gli argomenti innovativi trattati.
Il coro di chi oggi saluta con gioia la ricorrenza del Ventesimo no offre dunque dubbi sul fatto che devono essere stati salutari gli effetti di questa vostra A.V.I.S.,e certamente gli aspetti positivi della storia ventennale sono positivi. Vediamoli subito.
In primo luogo il capovolgimento di una logica che facilmente portava l'individuo a pensare solo alla propria salute non essendoci un mezzo come l'associazione dei donatori di sangue che portasse a un rovesciamento di valori:tu,io.la tua richiesta d'aiuto,il sangue che io dono a te. Una nuova logica di "pronomi",che è sostanzialmente un incontro di cuori.
Poi lo spazio sempre più ampio per gestire il lavoro associativo dell'A.V.I.S. in rapporto ai concittadini tra i quali cresce il numero degli aderenti e in rapporto alle domande di aiuto che giungono dagli ospedali,in particolare da quello della vicina Lodi.
Semore più soggetti coinvolti.In altri termini l'A.V.I.S. a Pandino si è sincronizzata con la popolazione,con la "comunità" locale che con gli organiosmi gerarchici superiori e - secondo me - soprattutto con la " persona" al cui servizio si svolge la sua azione educativa di carattere sociale e sanitario.
C'è ancora un'altra cosa che ci aiuta a riflettere. Entra nell'A.V.I.S. in qualche modo, anche la gestione della vita comunitariaperche essa, l'A.V.I.S., èpenetrata nella vita di Pandino,vi ha portato vivacità,tensione di ideaki,spirito di partecipazione all'altrui sofferenza.
Sono aspetti che favoriscono la valutazione positiva di questi venti anni tanto che si può legittimamenta pensare che c'è più posto e più tempo otmai per orizzonti più ampi.
Il futuro entra nella vostra sezione, donatori carissimi di Pandino,molti dei quali, anche giovani,ben conosco: vi auguro di viverlo con costanza e con coraggio.

Vittorino Gazza
Pres. Onorario dell' A.V.I.S. Provinciale